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Zeppole

Commenti disabilitati su Zeppole | Febbraio 20, 2016

LE ZEPPOLE

INGREDIENTI:

Per la pasta
250 g di farina 00

250 g di acqua
5 uova
50 g di strutto o burro
5 g di sale
Un pizzico di bicarbonato
Strutto o olio per friggere

Per la crema:
750 g di ricotta di pecora
250 g di zucchero
150 g di zuccata
150 g di gocce di cioccolato fondente

Per guarnire:
Scorze d’arancia candite q.b.
Ciliegie candite q.b.
Granella di pistacchi q.b.

PREPARAZIONE:

Per la crema di ricotta
Mettere la ricotta di pecora a sgocciolare in un colino e riporla in frigorifero, quindi setacciarla, mescolarla per bene in una terrina insieme allo zucchero e aggiungere le gocce di cioccolato e la zuccata.

Per la pasta
In un pentolino mettere l’acqua, lo strutto e il sale e portare ad ebollizione, quindi aggiungere la farina e mescolare continuamente fino a quando il composto non tenderà a staccarsi dalle pareti del tegame.
Quindi togliere il composto dalla fiamma, farlo raffreddare un po’ e proseguire a lavorarlo con un cucchiaio di legno o su di una spianatoia con il mattarello fintantoché non diventerà tiepido. Incorporare poi le uova, uno per volta fino a completo assorbimento, aggiungere il bicarbonato e lavorare la pasta per qualche altro minuto.
Quando il composto sarà diventato liscio e dalla consistenza cremosa e densa, cuocerne 3-4 cucchiaiate per volta in abbondante strutto caldo a 165 °C fino a quando le sfince non diventeranno gonfie e ben dorate (10-20 minuti) e metterle a raffreddare su carta assorbente in modo che perdano il grasso in eccesso.
Introdurre un po’ di crema di ricotta all’interno delle sfince e ricoprire con il resto la loro superficie superiore. Quindi guarnire ciascuna delle sfince di San Giuseppe con granella di pistacchi, una ciliegia candita e una scorzetta di arancia candita e servire subito.

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TRADIZIONI E CURIOSITÀ...

E’ un dolce fritto tipico della Sicilia che, come tale, è stato ufficialmente inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.
È diffuso nella Sicilia occidentale, originariamente prodotto a Palermo, e viene consumato tradizionalmente il 19 marzo, durante la festa di San Giuseppe, considerata in tutta l’Isola la prima festività della nuova stagione primaverile, oltre che la festa del papà. Col tempo, il prodotto ha perso il legame con la stagione primaverile ed è diventato disponibile al consumo in tutti i giorni dell’anno.

L’origine di questo dolce è antichissima, tanto che compare, anche se con nomi diversi, nella Bibbia e nel Corano. Inoltre, pare che sia l’evoluzione di pani o dolci Arabi o Persiani fritti nell’olio.
Questa gustosa e semplice frittella è stata trasformata in un dolce prelibato dall’abilità delle suore del monastero delle Stimmate, situato a Palermo, che l’hanno tramandato ai pasticcieri palermitani e l’hanno dedicato al Santo degli umili, come umili del resto sono anche gli ingredienti. All’inizio la ricetta era piuttosto semplice ma i pasticceri palermitani hanno reso questo dolce ancora più gustoso arricchendolo con alcuni ingredienti tipicamente siciliani: crema di ricotta, grani di pistacchio e canditi di scorza d’arancia.

Secondo una vecchia tradizione, la sfincia veniva preparata dalla suocera per la nuora per cercare di “addolcire” i rapporti tra le due, tipicamente parecchio difficili e ostili a causa della gelosia delle due donne nei confronti, rispettivamente, del figlio e del marito.